PSICOMOTRICITA’ IN ACQUA

COORDINATORE SCUOLA NEONATALE

Barbara Borgini Psicomotricista

Il bambino attraverso il movimento in acqua, racconta la sua storia.

SCUOLA NEONATALE PISCINA CASTIGLIONE DELLE STIVIERE

SCUOLA NEONATALE PISCINA CASTIGLIONE DELLE STIVIERE

In acqua gli esercizi e i giochi praticabili sono moltissimi, in un percorso lento e graduale che porta il bambino all’ambientamento attraverso tappe che portano ai primi movimenti e alle prime immersioni della durata di pochi secondi.

Tutto ciò è attuabile nel rispetto del bambino e della sua salute, una volta alla settimana in acqua dai 3 mesi fino all’autonomia acquatica (galleggiamento autonomo) è sufficiente.

Le posizioni proposte dovranno soddisfare il suo grande bisogno di vicinanza, di sicurezza, in contatto visivo con il volto della madre.

La mamma entrerà sul piano vasca con il bambino in braccio e lascerà che si adatti ai suoni, ai rumori, alla luce e agli odori del luogo.

Una volta che il bambino sarà tranquillo, entreranno in acqua insieme gradatamente, oppure la mamma seduta sul bordo, potrà appoggiare i piedini del bambino in acqua ed entrare in seguito.

Bagnerà il bambino con l’annaffiatoio sulle spalle, sul collo e poi sul viso, il tutto osservando le sue reazioni, sorridendo e trasmettendo tranquillità.

Sarà importante mantenere un contatto ampio con il corpo del bambino, anche quando dolcemente la mamma immergerà il corpo del bambino in acqua fino alle spalle.

La presa dovrà essere morbida e leggera, senza tensioni muscolari … avvicinati ai nostri corsi …

ECCO COSA PENSA UN NEONATO QUANDO E’ IN ACQUA !!!

“Il nuoto neonatale (i grandi lo chiamano così) è fantastico, stra divertente, gioco vero, puro e duro, coinvolgente ed appassionante. E’ una planata con atterraggio dolce, infatti quando sono arrivato in acqua ho pensato “beh era ora, questa la conosco, ci sono già stato bene”, non ci voleva molto a capire che dopo nove mesi di frenetico relax mi sarebbe piaciuto un bis. Questo suono, il nuoto, è strano, mi sa di qualcosa di tecnico che devo imparare, invece a me piace di più arrangiarmi a modo mio. Vediamo, lo chiamerei … questa si che è vita, un po’ come quando mangio e poi mi sento soddisfatto. Questa parte di stare tutto dentro l’acqua mi veniva benissimo all’inizio, da piccolo quando il mio nome era feto. adesso mi hanno cambiato nome, mi sembra definitivo. A volte l’acqua mi va di traverso e devo tossire per riprendere fiato e piango. La mia mamma dice che va bene, anche quando mi sento scoppiare, per cui è sicuramente così. Che bello che lei mi dice sempre come si fa! Ci divertiamo insieme, giochiamo, ci strusciamo, ci coccoliamo tutti e due nel calduccio dell’acqua, ci consoliamo, facciamo le mattacchiotte e ci facciamo coraggio. Ogni tanto mi chiama gioia ….amore….forse sono altri nomi ancora e mi piace, mi fa stare bene. Quando ho fame però interrompo il gioco, mangio, poi riprendo, piano piano. Ci muoviamo sempre, ci muoviamo dentro, fuori, sopra, sotto e poi ….. e poi ………zzzzzzzz. (Scuola Elementare di Arte Ostetrica srl (Panizza, P. (2008) L’acqua nel parto. Prima, durante e dopo. Firenze. D&D n° 7, pp. 107.